Mps: la Bce vuole un aumento di capitale di 8,8 miliardi

 Salvataggio Mps: la Bce chiede interventi più lungimiranti.

MPSNella giornata di ieri, è arrivata un’altra doccia fredda per i vertici di Mps. Dopo il fallimento dell’operazione privata di patrimonializzazione, il decreto “salva-banche” approvato in tutta fretta dal Governo non è piaciuto alla Bce che ha chiesto un aumento di capitale dell’istituto senese pari a 8,8 miliardi di euro contro i 5 preventivati. Nel decreto, il Governo ha stanziato 20 miliardi complessivi per salvare Mps e altre 6 banche italiane che versano in stato di crisi, ma dalla Bce è arrivata una pesante revisione dei conteggi. Secondo Francoforte, il dissesto finanziario in cui versano gli istituti interessati dal salvataggio di Stato richiede una manovra più lungimirante, posto che la copertura prevista servirebbe solo a “rattoppare” delle falle stagnanti da troppo tempo. La Banca Centrale chiede interventi decisivi e dirimenti, per effettuare i quali la copertura stanziata nel decreto italiano non è assolutamente sufficiente. Intanto, alla riapertura odierna dei mercati finanziari, il titolo Mps è sospeso dalle contrattazioni e si presume che resterà in tale situazione per altre tre settimane.

Perché la Bce contesta il piano governativo “salva-banche”.

Se le richieste della Bce non sono piaciute ai vertici di Rocca Salimbeni lo stesso non si può dire per i piccoli risparmiatori (si stima siano 40mila) che attendono con ansia di sapere come recuperare il valore delle obbligazioni subordinate di Mps in loro possesso. L’appunto proveniente da Francoforte sembra far riferimento soprattutto alla sorte dei clienti private retail dell’istituto senese, sottolineando come lo stanziamento previsto dal salvataggio varato sotto l’egida del Governo rischi di sprecare denaro dei contribuenti per una ricapitalizzazione che potrebbe risultare inappropriata se non del tutto inutile. Quello che la Bce chiede è un piano di riassetto volto, soprattutto, alla tutela dei clienti di Mps, da perseguire, se necessario, anche attraverso la liquidazione graduale dell’istituto. Strategie, quelle formulate dall’istituto di Francoforte, che vanno in netta controtendenza con il piano varato da sindaci e amministratori di Mps, ai quali ora spetta il compito di ridisegnare una nuova strategia alla luce dei diktat europei e dell’ingresso dello Stato come azionista di maggioranza.

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