Il recupero dei crediti dalle imprese fallite nel 2017

Consulenza avvocatoIn tempi di crisi sono sempre più i casi di fallimento delle aziende e molto spesso ci sono creditori, privati e imprese, che attendono denaro. A determinare i fallimenti sono le situazioni debitorie eccessive e chi deve essere pagato ha una sola via: presentare la domanda d’insinuazione al passivo. Il tribunale ha il compito di decretare il fallimento e proprio al tribunale va trasmessa la documentazione con la richiesta, sperando di trovare il modo per rientrare del denaro atteso.
Non si può intentare causa alla società e neppure lo si può fare nei confronti del curatore nominato dal giudice. Solamente al rigetto dell’istanza si può avviare il giudizio con lo scopo di accertare il credito.
Questa procedura è stata recentemente chiarita con un’apposita sentenza dal tribunale di Lamezia Terme. Utilizzando un esempio classico utile a comprendere il funzionamento si pensa a una situazione in cui il proprietario di un locale adibito a magazzino lo conceda in affitto a una società per le sue attività commerciali.
L’affitto non viene corrisposto per un certo numero di mesi e nonostante i numerosi solleciti il moroso non provvede. Intanto si verifica il fallimento della società.
Con la preoccupazione che altri creditori possano prendere la precedenza e portare a termine eventuali fondi disponibili, il proprietario del magazzino intenta una causa citando il curatore, diventato rappresentante della società per nomina del tribunale.
La procedura è errata, perché prima bisogna presentare al tribunale un’istanza di ammissione al fallimento, secondo quanto previsto dalle norme, in modo che il tribunale possa fare le dovute verifiche.
Al curatore viene comunicata la domanda, così che possa prendere in mano le carte per controllare la situazione l’ammissibilità del richiedente tra i creditori. Il tribunale provvede a convocare un’udienza con la quale esegue la verifica dello stato passivo decidendo su crediti e creditori.
A loro andranno parti degli utili ricavati dalla vendita delle proprietà dell’azienda e dell’eventuale residuo del patrimonio della società fallita. Servirà a pagare parzialmente o totalmente i debiti dell’impresa.
Il giudice potrebbe tuttavia rigettare l’istanza presentata. A quel punto il titolare del locale avrebbe la possibilità di avviare una causa impugnando il diniego ricevuto. Le normative vigenti prevedono un iter preciso e richiedono ai creditori di affrontare i vari passaggi con attenzione.
La consulenza legale da parte di un avvocato a Padova aiuta non commettere errori che potrebbero rischiare di far rimanere i creditori fuori dalla lista, senza quindi che abbiano l’opportunità di prendere in tutto o in parte i soldi che la società fallita avrebbe dovuto corrispondergli. L’assistenza legale è dunque un valido supporto.

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