Cos’è la sindrome di Asperger e come riconoscere i suoi sintomi

La sindrome di Asperger è un disturbo pervasivo dello sviluppo, strettamente legato con l’autismo. Scopriamone i dettagli e come riconoscerla.

Cos’è la sindrome di Asperger

La sindrome di Asperger prende il nome da chi l’ha originariamente descritta nel 1944: Hans Asperger. Per molto tempo, comunque, questa è stata pressoché sconosciuta nella letteratura medica fino a quando nel 1994 l’American Psychiatric Association ha riconosciuto il disordine di Asperger come un’entità specifica pubblicandone i criteri diagnostici nel DSM-IV. Da quel momento hanno cominciato, quindi, ad emergere alcuni studi e lavori su di essa.

Nonostante adesso sia effettivamente riconosciuta come una patologia a sé stante, non esistono ancora criteri clinici definiti per individuare la Sindrome di Asperger (ASD) dal più generale disturbo dello spettro autistico, rendendo la diagnosi molto difficoltosa.

La mancanza di una definizione precisa e condivisa ha dato vita ad una grande confusione tra i clinici. Una confusione che si è amplificata dal momento che i soggetti con sindrome di Asperger possono presentare diversi gradi di compromissione della funzione sociale e comportamentale, caratterizzandosi per la presenza di schemi inusuali e limitati di interessi e di comportamento.

Inizialmente, Asperger aveva ipotizzato la presenza di questa condizione unicamente in persone di sesso maschile; al momento, però, sono stati riscontrati alcuni casi in persone di sesso femminile. I maschi hanno comunque molta più probabilità di esserne affetti.

Sintomi della sindrome di Asperger

I principali sintomi della sindrome di Asperger si manifestano già nei bambini fra i 4 e gli 11 anni di età e, come abbiamo già detto, è più frequente nei maschi.
Lo stesso Hans Asperger definì questo comportamento come quello di “piccoli professori”, ovvero bambini dal carattere solitario, goffi nei movimenti, che spesso stavano isolati dai loro coetanei e avevano difficoltà a comunicare e a relazionarsi con gli altri, ma che, nello stesso tempo, si dedicavano con una particolare dedizione ai loro interessi (musica, scienza, letteratura, matematica, collezionismo), fino a diventare dei veri e propri esperti.
Queste sono tutte caratteristiche che si possono riscontrare nei bambini con la sindrome di Asperger i quali, inoltre, utilizzano un linguaggio fatto di poche parole e spesso parlano in modo spropositato (“a ruota libera”). Inoltre, nella maggior parte dei casi, questi si muovono in maniera goffa ed impacciata, tanto da apparire ridicoli o avere difficoltà nel mantenere l’equilibrio.

Asperger e autismo

Molti studiosi considerano la sindrome di Asperger come una forma di autismo più lieve (o, come si dice in gergo, “ad elevato funzionamento”). Questo perché i bambini che sofrono di questo tipo di disturbo hanno la tendenza a comportarsi in maniera ripetitiva, schematica e si relazionano molto poco con i coetanei, proprio come accade nei bambini autistici.
Al contrario dell’autismo, però, un bambino con la sindrome di Asperger è in grado di esprimere chiaramente sentimenti di affetto e di attaccamento nei confronti dei propri familiari ed ha un’intelligenza e un linguaggio nella norma. Inoltre, i sintomi non peggiorano col passare degli anni.

Diagnosi

Alla diagnosi di sindrome di Asperger non si arriva subito ma in maniera graduale partendo dall’osservazione del bambino stesso. Ci sono alcuni test per la sindrome di Asperger che genitori e pediatri possono fare prendendo in considerazione nel comportamento del piccolo. In particolare questi test per la sindrome di Asperger fanno riferimento ad alcuni comportamenti che si possono osservare nei piccoli. Qui di seguito ne riportiamo alcuni:

  • non riesce a sostenere lo sguardo delle persone che gli si rivolgono e non ricambia i sorrisi
  • presenta un’attenzione eccessiva, quasi morbosa, nei confronti di determinati oggetti o interessi (musica, aritmetica, ecc.); questo lo si può notare soprattutto nel momento in cui vediamo che memorizza dati di scarso valore, come gli orari dei treni
  • non gioca con gli altri bambini e non accetta il confronto con altri
  • se gli capita di giocare con dei coetanei può utilizzare un linguaggio offensivo o assumere atteggiamenti violenti, senza rendersi conto di poter far male ai suoi compagni
  • si muove in maniera impacciata, cammina in modo maldestro

Quando un bambino manifesta una o più caratteristiche di quelle presenti qui sopra, il pediatra dovrebbe predisporre una visita specialistica con un neuropsichiatra infantile il quale potrà approfondire la questione attraverso alcuni più specifici test per la sindrome di Asperger, i quali saranno basati principalmente sulla valutazione del comportamento e sulle capacità cognitive.

Cause

Non sono del tutto note quali siano le cause scatenanti della sindrome di Asperger e dei suoi sintomi.
Con buona probabilità, però, si tratta di un’origine multifattoriale: ovvero, la presenza di più fattori che possono determinare questa sindrome.
Alcuni studiosi hanno ipotizzato che la causa principale sia da riscontrare in una predisposizione genetica dal momento che questa sindrome può ricorrere in alcune famiglie. Altri studiosi hanno ipotizzato, invece, che possa essere causata dall’esposizione a fattori tossici durante le prime settimane di gravidanza; questi fattori tossici potrebbero aver alterato il normale sviluppo del sistema nervoso centrale del piccolo e predisposto alla sindrome. Al momento, però, non esistono ancora dati scientifici certi a supporto di questa teoria.

Terapie

Non esiste una vera e propria terapia per la sindrome di Asperger ma, piuttosto, una gestione del disturbo basata su interventi che possano migliorare il comportamento e la comunicazione del bambino. Grazie a questi il bambino può essere aiutato a gestire gli aspetti relazionali che altrimenti potrebbero penalizzarlo e isolarlo dal gruppo. Inoltre, verrà incoraggiato nei suoi punti di forza che rappresentano la sua fonte di divertimento, apprendimento e autostima.
Il ruolo di genitori ed insegnanti è fondamentale dal momento che questi dovranno sostenere e incoraggiare la formazione e l’educazione del bambino. Si tratta di ruoli importantissimi dal momento che, spesso, nel corso dell’adolescenza, i ragazzi con sindrome di Asperger iniziano a notare la propria diversità rispetto ai coetanei. Inoltre, iniziano a rendersi conto delle difficoltà che incontrano nei rapporti con i coetanei: se non verranno supportati da famiglia ed insegnanti, i ragazzi potrebbero sviluppare forme di depressione o disturbi d’ansia.
Al di là di questo, le persone con sindrome di Asperger non presentano particolari problemi di salute e hanno una durata della vita media uguale a quella della popolazione generale.

Sindrome di Asperger negli adulti: come comportarsi

Dunque, come abbiamo visto, gli individui anche gli individui con sindrome di Asperger possono condurre una vita assolutamente normale.
La maggior parte di essi si diplomano con successo ed ottengono un impiego stabile anche in professioni redditizie. Per quanto riguarda l’aspetto delle relazioni sociali, poi, da alcuni studi è emerso che una buona percentuale di questi individui gode di una relazione stabile ed ha dei figli.
Ma come comportarsi con adulti con sindrome di Asperger? La prima cosa da tenere in considerazione è quella di avere rispetto della loro condizione e non sottolinearla forzandoli in cose che per loro sono difficili, ad esempio:

  • Non forzare il contatto oculare. E’ difficile per un Asperger sostenere lo sguardo delle persone, dunque non metterlo a disagio e non chiedergli di guardarti negli occhi mentre parli.
  • Evita il contatto fisico non consentito. Le persone con sindrome di Asperger non sopportano di essere toccate. Dunque, meglio formulare la richiesta di contatto e rispettare il suo rifiuto.
  • Non chiedere di sforzarsi. Una persona Asperger è pienamente consapevole consapevole dei propri fallimenti nelle interazioni sociali e compie forzi enormi cercare di superarli. Quindi, non colpevolizzarli per un errore sociale o un fraintendimento.
  • Consideralo. Se hai molti amici è importante che comunque tu possa dedicare il giusto tempo al tuo amico in modo che questo non pensi di non essere all’altezza oppure che tu non la stia apprezzando. Ritagliati del tempo per lui: questo aumenterà la sua autostima.
  • Incoraggialo: sdrammatizza i fallimenti e valorizza gli sforzi. Chi soffre di sindrome di Asperger ha solitamente una bassa autostima. Se la incoraggi si sentirà rilassata e a suo agio con te. La sua autostima aumenterà e il tuo amico vorrà vederti spesso.
  • Evita il sarcasmo e l’ironia. Un Asperger ha difficoltà a capire l’umorismo e potrebbe credere che le osservazioni siano rivolte contro lui.
  • Lasciare che il tuo amico parli dei suoi interessi ristretti. Come abbiamo più volte detto, chi soffre di sindrome di Asperger tende ad avere interessi intensi e ne ama parlare. Dunque, ogni tanto ascolta il tuo amico che ne parla. Se lui parla davvero troppo, puoi dirgli che vorresti parlare di qualcos’altro. Il tuo amico capirà.

 

Autore dell'articolo: ElisaP