Metodo Lego per migliorare la produttività aziendale

Il Metodo Lego, meglio conosciuto come Lego Serious Play, è in grado di coinvolgere il funzionamento del nostro cervello e può essere utile a lavoro.

Dunque, se credevate che i Lego servissero solamente a riprodurre in scala ridotta l’Empire State Building, dovrete ricredervi. Infatti, questi famosi mattoncini nati in Danimarca nel 1949, possono tornare utili anche nel mondo del lavoro. Negli anni Novanta ha avuto inizio lo studio di un’applicazione seria del celebre gioco, sfruttata per migliorare alcuni processi professionali.
Da qui il nome di Lego Serious Play. Questo coinvolge il funzionamento del nostro cervello. Infatti, com’è noto, è l’emisfero cerebrale sinistro quello che sovrintende le attività logiche, quelle più coinvolte nella nostra routine lavorativa. Questo nuovo metodo cerca, quindi, di stimolare proprio l’altro emisfero, attivando la creatività e l’immaginazione che sono governate da questa parte del cervello. Ma analizziamolo nello specifico.

Cos’è il metodo LEGO Serious Play

Si tratta di una particolare metodologia che offre al gruppo un modo per condividere idee, assunzioni e problemi. Questo incoraggia la discussione ed il dialogo in ottica problem solving.
Si tratta di un metodo molto semplice e veloce il quale impiega dalle 4 alle 8 ore per produrre idee che normalmente arrivano dopo mesi. Questo perché questo processo avviene grazie all’utilizzo di un “core process” suddiviso in 3 parti principali:

  • La sfida: sulla base degli obiettivi del workshop il facilitatore costituisce una serie di sfide per permettere ai partecipanti di aprirsi alla riflessione ed al dialogo. La scelta della tipologie delle sfide organizzate dal facilitatore sono fondamentali per la riuscita del workshop.
  • Costruizioni: all’interno di questa fase i partecipanti costruiscono risposte alle sfide precedentemente presentate cercando di assegnare un significato ed una storia ai modellini e dando quindi un senso alle metafore.
  • Sharing: i partecipanti condivido le loro storie. In questo modo, i partecipanti hanno l’occasione di ascoltare nuovi punti di vista. Il facilitatore effettua alcune domande strategiche sul modellino al fine di approfondire le riflessioni.

Cosa si impara grazie a questa metodologia?

Durante questi workshop si apprendono diverse cose, in particolare:

  • Facilitate thinking: si impara a pensare in modo facile ovvero semplice e veloce
  • Problem solvings per teams: si impara a risolvere i problemi utilizzando l’intelligenza collettiva
  • Strategic decision making: si impara a sviluppare il pensiero strategico
  • Visual storytelling: si impara a raccontare quello che creiamo
  • Sviluppare la creatività: si arriva a capire che nessun individuo è non creativo, si ha solo bisogno di risvegliare quella parte creativa che è in noi
  • Costruire prototipi di un’idea o una visione: si impara a concretizzare le nostre idee

 

Autore dell'articolo: ElisaP