Chiavetta USB, quale usare per conservare i tuoi dati

Una chiavetta USB è un supporto di archiviazione esterno molto diffuso ed utilizzato per la sua estrema comodità e facilità di trasporto.
Infatti, per mantenere una copia dei propri file o trasferirli da un dispositivo all’altro, infatti, è sufficiente inserire una chiavetta in una presa USB, un procedimento estremamente semplice e alla portata anche degli utenti meno esperti.
Vediamo insieme quali sono le caratteristiche da prendere in considerazione nel momento in cui decidiamo di acquistare una chiavetta USB.

 

I fattori decisivi per la scelta di una chiavetta USB

Capacità della chiavetta USB

Nell’arco di pochi anni si è assistito ad un netto incremento della capacità di memoria di questi dispositivi. Si è passati da pochi megabyte, quindi parliamo di chiavette USB in grado di contenere per lo più documenti di testo o fogli di calcolo, fino a raggiungere addirittura 1 TB, una dimensione sufficiente a mantenere una copia di svariate migliaia di file.
Ad oggi, la maggior parte delle chiavette USB commercializzate spazia dai 16 ai 256 GB, mentre è più raro trovare prodotti dai 512 GB a 1 TB, i cui prezzi sono ovviamente molto più alti.
A seconda delle proprie esigenze e dei tipi di file che si ha intenzione di trasferire, è importante valutare con particolare attenzione quale modello di chiavetta USB scegliere: per esempio, chi lavora con video in alta definizione deve considerare che 16 GB sono in grado di contenerne solo un singolo minuto, mentre nello stesso spazio possono essere salvate migliaia di foto o di documenti di testo.
In linea generale, il consiglio è quello di scegliere un prodotto di medie dimensioni, dal momento che può essere rischioso utilizzare una chiavetta USB di grandi dimensioni per mantenere una copia dei propri dati più sensibili.

Velocità di trasferimento

La possibilità di trasferire i propri file in modo rapido è sempre più importante, considerando anche l’aumento continuo delle loro dimensioni a causa delle costanti innovazioni nel mondo digitale.
Lo standard USB più datato, ovvero la versione 1.0, è ormai decisamente superato e non è più in commercio già da diverso tempo. I successivi aggiornamenti, invece, convivono dividendosi il mercato, anche se presentano caratteristiche tra loro diverse che meritano di essere analizzate nel dettaglio prima di procedere all’acquisto.

  • USB 2.0. Si tratta di uno standard datato, in grado di raggiungere una velocità massima di 480 Mbit/s (circa 60 MB/s). Anche se non è adatto al trasferimento di grandi volumi di file, che richiederebbe tempi estremamente lunghi, è compatibile anche con dispositivi obsoleti (precedenti a Windows Vista) e proprio per questo motivo può risultare una soluzione interessante per chi dovesse avere la necessità di trasferire file da computer molto datati;
  • USB 3.0. Nonostante si tratti di un’introduzione del 2007, non è ancora particolarmente diffuso quanto lo standard precedente. Con una velocità massima di 4,8 Gbit/s (circa 600 MB/s), è più adatto a chi deve trasferire file molto pesanti evitando lunghe attese. Bisogna però ricordare che per assicurare prestazioni di questo livello è necessario che la porta USB a cui viene connessa la chiavetta deve essere in grado di supportare questo standard, una caratteristica diffusa solo nei computer di ultima generazione. Nel caso siano presenti solo ingressi 2.0, il funzionamento della chiavetta non verrà compromesso, ma la velocità di trasferimento sarà ridotta proporzionalmente;
  • USB 3.1. Si tratta di una particolare evoluzione dello standard 3.0 ed è stato introdotto nel 2013 . E’ ancora abbastanza raro sul mercato. La velocità massima è di 5 Gbit/s (circa 625 MB/s), e rappresenta dunque un leggero miglioramento rispetto al suo predecessore. Anche in questo caso è fondamentale che anche la porta a cui viene connessa la chiavetta sia in grado di supportare lo stesso tipo di prestazioni: in caso contrario il trasferimento dati subirà un rallentamento;
  • USB-C. Questo tipo di connettore USB è diventato sempre più popolare, sin dalla sua entrata nel mercato nel 2014. Utilizzato in larga parte su tablet e smartphone, ha iniziato a diffondersi anche nel mondo dei computer portatili, in particolari nei modelli prodotti dalla Apple. Anche se è credenza diffusa che tutte le prese USB-C siano aggiornate allo standard 3.1, in realtà si possono trovare anche connettori aggiornati allo standard 2.0 e 3.0, ed è dunque necessario controllare questo dettaglio prima dell’acquisto.

Durabilità della chiavetta USB

Anche se si può avere l’impressione che una chiavetta USB duri in eterno, a patto che non venga danneggiata nelle sue componenti fondamentali, in realtà vi sono dei limiti ben definiti nella vita di queste periferiche.
Una cosa da tenere in considerazione è che le operazioni che una chiavetta USB è in grado di svolgere sono due, ovvero quella di lettura e quella di scrittura. Se nel primo caso questa non comporta una vera e propria usura del dispositivo, la scrittura è l’elemento che ne determina la durata complessiva, spaziando solitamente dai 3.000 ai 5.000 cicli. In poche parole, questo significa che, ogni volta che una chiavetta USB viene inserita in un computer e caricata con nuovi file, la sua durata si riduce in maniera graduale. Anche se questi dati possono sembrare preoccupanti, in realtà bisognerebbe utilizzare la stessa chiavetta più volte al giorno per diversi anni prima di vederne la fine, ma questo dato è fondamentale da considerare nel momento in cui si volessero salvare documenti importanti su una periferica di questo tipo.

Sicurezza

Il problema della sicurezza è sicuramente condiviso tra tutti i supporti di archiviazione esterna, e tuttavia va preso in seria considerazione soprattutto nel momento in cui si parla di chiavette USB, per il semplice motivo che, date le loro ridotte dimensioni, può essere estremamente facile perderle, a differenza degli hard disk esterni.
Anche se normalmente al momento dell’acquisto queste periferiche non dispongono di alcuna particolare protezione, alcune case produttrici mettono a disposizione dei software gratuiti che ne permettono la crittografia, assicurando un migliore livello di protezione per i propri dati. Esistono diversi programmi open source che permettono di eseguire la stessa operazione, consigliata soprattutto a chi utilizza spesso in viaggio chiavette USB. In alternativa, per chi non avesse familiarità con questo tipo di operazioni, è anche possibile utilizzare una password per consentire l’apertura di particolari file: questa opzione è disponibile nella grande maggioranza dei software al momento del salvataggio, oppure durante la creazione di un archivio (per esempio in formato ZIP).

 

Autore dell'articolo: ElisaP